01 gennaio 2009

FUOCHI D'ARTIFICIO

Tanti auguri a Malcesine, paese dai mille panorami e dalle mille opportunità, d'estate, d'inverno.
Auguri alla funivia ed auguri al suo personale sempre "antisimpatia".
Auguri alla mitica Belvedere, la pista più bella dell'arco alpino in quanto "non più pista" ed auguri a chi ancora non l'ha ripristinata... Che non lo faccia mai!
Auguri al nostro Monte Baldo ed al suo parco naturale che tale mai sarà, almeno fino a quando un solo mattone varrà più dell'orso (Quello vero) che pare essere recentemente tornato su queste pendici.
Auguri quindi all'orso e attento a non considerare il nostro Baldo la tua "seconda casa" o prima o poi ti faranno pagare l'Ici.
Auguri più a valle, proprio fisicamente più a valle, ovvero al Park dei duecento camper in attesa del vento e auguri al suo "oste" Antoine.... Oggi "Lommeddiilgagao"?!?!
Auguri alle "facce da kite" (di cui prima o poi scriveremo) che frequentano Malcesine e i suoi kitespots e auguri a chi ancora novizio presto sarà dei nostri.
Auguri alle "ochette" così belle, piene, alte, da volersi mostrare persino in alta quota e quindi auguri al PELER e all'ORA, senza di loro Malcesine sembrerebbe più piccola.
Auguri a tutto ciò che da queste parti genera le sensazioni che animano questo blogghino e
auguri soprattutto a noi che siamo "saliti e scesi" quassù per gustarci un primo dell'anno di puro freeride.
...Che sia un Buon Anno, di neve, di vento.
Luca

26 dicembre 2008

Santo Stefano ai Berga!!

Power!






denni in cielo...


e denni in campeggio...



Un Grazie al Teo (detour) per le foto.

21 dicembre 2008

La prima dell'anno con la Splish..

La Fish pronta per essere "splittata"...


La salita sulla PraAlpesina...

e sulla dorsale del Tratto Spino...

Canalone

La Belvedere e il Garda...



25 ottobre 2008

IL CIELO SOPRA GRADO


Strane previsioni quelle che anticipano il 25 ottobre 2008: "Bora ma non troppa ed entrerà con forza probabilmente solo a Grado".
Sollevati dalle priorità che la vita si diverte a pararci di fronte (Benvenuta Margot!) alle 6.00am siamo in viaggio e la destinazione è scontata quanto il titolo del post.
Gli occhi restano fissi sulle cime degli alberi più alti per tutto il tragitto (2 ore o poco più) nella speranza le foglie si muovano al ritmo del vento ma le previsioni sono corrette e sino a Grado è calma piatta.
I tralicci dell'alta tensione che costeggiano il ponte prima della città mostrano i segni dell'ultima vera burrasca e alcuni sono ancora riversi nell'acqua, falciati da cotanta potenza.
L'immagine è inquietante ma convince sull'intensità dei fenomeni che abitualmente si abbattono sul luogo.
Il primo vento ad accoglierci pare illusorio, 10 timidi nodi e in cielo pochi kite grandi come elefanti.
Lo spot sembra disegnato per il kitesurf, una spiaggia enorme a cui non siamo abituati posta all'estremità est di Grado e una superficie d'acqua davvero flat che resterà tale per tutto il giorno in quanto caratteristica stessa dello spot.
Due chiacchere sul muretto che delimita la strada con "improbabili" amici più o meno locals, poi si arma.
Il vento latita ancora per poco, aumenta gradatamente spingendoci a provare ma la brezza non è sufficiente a garantire ad alcuni di noi una bolina solida e rassicurante.
Un'oretta a penare e poi Eolo si prende la scena...
Il panorama muta improvvisamente, il numero di kite in volo si fa impressionante e il cielo si tinge di mille colori.
Un'ora di buon freestyle (Qui non si può fare altro) davvero progressivo per alcuni, estremamente soddisfacente per chi freestyler lo è già da un po'.
Il vento insiste ma la marea è calante e lo spot si asciuga letteralmente generando un gran traffico nelle poche zone dove l'acqua ha ancora una profondità navigabile.
Il primo a rientrare sono io, ubriaco di "facciate" e rovinose cadute ma deciso a godermi il panorama, poi Umberto, infine Leo.
Chiudiamo il materiale e ci fermiamo a scattare ancora qualche foto, un cielo così saturo di kite non lo avevamo davvero mai visto.
In prima serata rientriamo in riva al Benaco soddisfatti ma non sazi, il vento non sazia davvero mai.
Luca

Soundtrack: "The long road" N.Yound&E.Vedder

14 ottobre 2008

...la mia mattina...

Ore 7.00 sveglia. Controllo il meteo. Peler in bomba,Vittoria (mia figlia) ancora a letto…la suocera prende il comando della situazione…saluto!
Alle 8.15 sono in acqua, caldo stamattina,chi l'avrebbe mai detto. Niente cappuccio,guanti o scarpette…muta 5-3 e via. Esco con la 10. In acqua siamo davvero in pochi, 4 kite e una 30ina di ws,le solite facce.
Provo subito a sganciarmi fresco dalla domenica ricca di soddifazioni..eeeee…..bbuuuuuuummm…cazzo sono leggermente sovrainvelato!! Riprovo ma sono al limite della distruzione molecolare del mio corpo quindi decido di farmi una mega bolina. Risalgo per mezz'ora quasi fino all'altezza della Fraglia di Malcesine…poi mi godo un bel downwind su ondoni lunghi…sono sul lago è vero ma ogni tanto col Peler incazzato regala qualcosa di decente. I colori del mattino sono i soliti,l'acqua brilla nonostante sia blue cobalto e spazzata da schiuma bianca ovunque,le montagne attorno rendono il paesaggio unico ed inimitabile. Una vita passata in acqua tra Vela e Kite ma ogni volta mi viene la pelle d'oca quando il Lago si presenta cosi,imperioso,furioso a volte,variopinto ed esigente!
Alle 9.30 decido di rientrare…e gonfio la 6. Chiedo gentilmente ad un WS di lanciarmi…gli metto l'ala in mano ma niente..cazzo anche un pensionato l'anno scorso era riuscito a lanciarmi!
Mi urla:"fanculo tu e il tuo aquilone,te l'ho detto che non sono capace". Io resto sereno e gli urlo:" dai lancia porca troia,sveglia!". E via,con le buone maniere si riesce sempre a raggiungere l'obiettivo!
La 6 è giusta ma mi servirebbe una 8 per provare qualcosa…da sganciato non mi stappa fuori dall'acqua ma pazienza. Mi faccio un'altra oretta di rotazioni,qualche railey (basso) e si rientra.
Non contento un tipo mi molla in mano un REV2 11mt,mi faccio un'altra mezz'ora. L'ala è davvero bella,morbidissima ma sai dov'è,bel lift e veloce. Non mi sgancio perché in calo e rientro. Sgonfio tutto. Mando un paio di sms per sfottere gli amici al lavoro (sono una merda lo so).
Ormai son le 11.30...mi viene fame…mi fermo quindi a Garda,in Osteria da un'amica,un bel piatto di salumi e formaggi (teo's style) con due bicchieri di Valpolicella per non morire di sete. Meraviglia! L'Osteria poi si riempie dei "veci" del paese, loro si che possono definirsi LOCALS, qualche bestemmia qua e la per rinforzare i concetti espressi,ombre a catinelle ed è ora di salutare…il lavoro chiama!
Mattinata da 10 e lode,non c'è che dire.

Ah,tutto sto racconto per segnare l'uscita numero 69…il numero dell'ammmmmoreeeeee!!!!

25 settembre 2008

Un giovedi di fine settembre al Park...

Fare kite mi cambia veramente le giornate.
Stamattina arriviamo al Park alle 7.00,albeggia da poco ed il vento è già ben disteso,circa 18 nodi di Peler.
Il parcheggio è stranamente vuoto,basta ressa d'agosto,basta ricerca affannata per un posto macchina,basta ticket,oggi siamo davvero pochi...
Salutiamo Antoine prossimo alla chiusura stagionale che si ripara nel bugigattolo della Navigarda per stare più caldo,armiamo con calma in spiaggetta sempre soli,si aggiungono poi Lamberto col WS (ahi ahi ahi) e 3 ragazzi col kite venuti da fuori.
In acqua le sensazioni sono sempre diverse ogni volta,il lago ogni mattina ha una luce unica,le onde hanno altezze sempre variabili,le raffiche si stendono in zone mai uguali però la pelle d'oca è sempre quella,alta!. E non per il freddo,anche perché ci sono 15 gradi e l'acqua è calda,ma per l'atmosfera che il Benaco ci regala.
Solitudine se vuoi,basta tirare il bordo sotto Limone dove il Peler romba imperioso oppure Compagnia stando sotto terra...col Cesco ci scambiamo i soliti urli,il solito "cinque" prima di iniziare e poi via…si vola. Oggi manovre!
Il Cisko è in gran forma,chiude bene KiteLoop,rotazioni front e back ad altezze siderali…il tutto sempre un-hoocked e poi via di Railey e Downloop cattivi,prova anche ma non chiude un s-bend e un F-16 ma per poco!
Io che sono ancora alle prime armi con la sacra arte dello "sganciato" chiudo qualche bel Railey ed inizio a provare le rotazioni in back sganciato,una la chiudo,non alta ma ci sto prendendo la mano…le altre son facciate …poi le solite rotazioni grabbate e qualche bel megajump giusto per non perderci la mano.
Oggi ho usato la SOL del buon Luca (a casa in attesa di divenate papà,ohh isssaaaa) e mi regalo qualche bella carvata che grazie allo shape di questa tavola sembrano essere impostate su binari,davvero un bel feeling.
Chiudiamo la session alle 9.30,colazione dal buon Antoine e via si parte,sorridenti,rilassati,mente libera..fare surf,nel senso "alto" del termine ti porta a toccare livelli di eccitazione unici,ti senti il capo,sei il capo.
Poi si torna in ufficio ma la giornata ormai l'abbiamo indirizzata nella direzione che volevamo NOI,oggi abbiamo surfato..tutto il resto non conta.

Due ore di surf,due ore di Lago,del nostro Lago.
Aloha.
Ciola

10 agosto 2008

La mia Lefkada...

Ero già stato a Lefkada nel 2002 ma a Vassiliki per un campionato europeo con l'Hobie Cat quindi questa volta mi sono dedicato solo alla zona nord (ed al kite) dell'isola. Periodo di permanenza 31 maggio-14 giugno. Ho dormito al http://www.milosbeach.gr/ e mi sono trovato molto ma molto bene. Praticamente sullo spot,dalla porta del mio appartamento alla spiaggia circa 47" a piedi con passo relax ed ala/tavola/pompa/trapezio in mano! Al Milos c'è la possibilità di scegliere se prendere solo l'appartamento e farsi da mangiare da soli oppure (come abbiamo fatto noi) di prendere appartamento con colazione e cena (cuoco molto bravo). Eravamo in tre,io,Signora e Vittoria (2 anni e mezzo). Costa forse un pò più della media degli studios in Lefkada ma noi volevamo trattarci bene e abbiamo scelto cosi (si vive una sola volta no?). Ampio prato per lavare l'attrezzatura proprio fianco appartamento. Se ci fosse stata una piscinetta e un piccolo parco giochi per la piccola (come ho visto in alcuni studios li vicini) sarebbe stato l'ultra Top ma il voto resta alto. Si presenta più o meno cosi:

Affollamento in spiaggia e in acqua:



La kitebeach inizia dalle bandiere e continua per qualche km verso destra,infinita! Ah, le bandiere della Advance sono di ferro,non le ho mai viste in una posizione diversa da quella!








Tramonto al Milos Beach:


Forse ho dimenticato di dirvi una cosa...IL VENTO!?!?! beh...14 gg. su 15 non mi sembra male no? Vento sempre tra i 16 ed i 20 nodi, tre giorni li ho fatti con la 6 (28 nodi)..poi sempre con la 10 (Hawk). Il vento sale verso le 12-13 e continua fino al calar del sole,a volte un pò rafficato ma solitamente è regolare. Solo un giorno di cippa molto nuvoloso. Uscito sempre in boardshorts con un corpetto da 1,5mm (grazie Cisko). sole sempre! Due piccoli acquazzoni di notte ma di giorno sempre bello,24-27 gradi decisamente ventilati. NESSUNO IN ACQUA,al massimo ho contato 10 kites altrimenti sempre 4-5 e qualche ws. Ad agosto mi han detto essere un mezzo inferno quindi consiglio a tutti di andarci fuori alta stagione tanto il vento è una garanzia,però se uno può solo in quel periodo penso si divertirà cmq. In laguna non siamo mai andati e neanche ad Agios Nikolaus dove mi han detto che quando entra forte là è molto bello e flat! Foto in acqua scarne,la mia signora fa quello che può (prendermi mentre facevo un salto pareva le chiedessi la luna). Chop modesto,con vento sostenuto qualche bella rampa a mure sx e qualche onda lunga ma sotto riva frangono subito e ci sono pietroni non simpatici quindi meglio lasciar stare le onde. Iniziamo con una brava veramente,mia figlia che prova l'HP a secco!






Nell'ultimo we il Milos Beach ha ospitato una tappa del campiono europeo di ws freestyle http://www.efpt.net/ quindi in acqua c'era un pò più traffico ma lo spazio è infinito quindi no problem. Abbiamo beccato anche il terremoto,io ovviamente stavo facendo kite quindi non ho sentito niente ma in spiaggia vi assicuro che si sono cagati sotto. Purtroppo niente piccolo tsunami da surfare (scherzo vero,per i più sensibili). Personalmente torno a casa decisamente soddisfatto,14 giorni di kite di fila,in un posto con poche ali in acqua, ti aiutano a migliorare in maniera impressionante,grazie anche a marcus e fred (i due istruttori austriaci del Milos) ho iniziato a provare le prime manovre sganciato (railey e backroll) esattamente dopo 1 anno dal mio primo bodydrug quindi mi dico BRAVO da solo! In loco abbiamo conosciuto Paola&Luca che hanno diviso con noi vento (luca),serate e spiaggette che saluto. oghio veghio!

Ciola

17 giugno 2008

HYERES & LA PALMYRE.. SOIT... LES VOYAGES

Il kite snatura il nostro modo di viaggiare cambiandone le destinazioni a suo piacimento.
Non potendo allontanarmi troppo punto il muso dell'auto verso la Francia e vado alla scoperta di alcuni spot già noti ai Benacokiters: Hyeres e la Presqu'Ile de Giens (24-31.05.2008)
Due immense spiagge (L'almanarre e la Bergerie) separate da una lingua di terra e saline.Vento da est o vento da ovest che sia, uno spot sarà flat e rafficato, l'altro sarà ondoso e con vento più o meno costante.
Trovo tramontana(Est) per i primi tre giorni con venti tra i 25 e i 40 nodi, cielo grigio e perturbazioni in rapido continuo passaggio.
Ali minuscole in cielo su entrambi i versanti, alla Madrague(L'estremità più a sud dell'Almanarre) acqua piatta e un rischiosissimo vento OFF.
Un paio di uscite qui, brevi. Pochi bordi alla volta per qualche scatto buono e poi si rientra.
Vento che spinge verso il mare, potenti raffiche generate dalla penisola, kite nervoso, io anche.
Si cambia.
Alla Badine(Il top spot della Bergerie) onde piuttosto alte al largo(3 mt. circa) ed enormi schiumoni a riva mostrano l'indescrivibile potenza del luogo. Il vento stravolge e strapazza tutto al punto da far mutare persino i colori del mare.
Il mio Lion's Day è il 27 maggio...
Prendo tutto quello che posso in tre ore di grande e progressivo kitesurf.
Surfo, inverto, cado, frullo, perdo la tavola, la recupero, metto alle corde il mio "matsugoro" che cade e riprende a volare più volte senza stancarsi mai.
Tre ore da leone. Tre ore per scoprire di voler vivere di queste sensazioni e di volerne ancora, e ancora, e ancora...
Il viaggio successivo è di rientro per poi ripartire.

Nuovo trip, nuovo spot, sempre in terra di Francia(Strano destino il mio).
Voglio scegliere bene e punto su La Palmyre(07-14.06.2008), il più noto kitespot della costa centro-oceanica d'oltralpe(Fly&Drive su Bordeaux).
La laguna di La Palmyre è un immenso bacino di scarsa profondità (Si tocca quasi ovunque anche con alta marea), protetto nel versante ovest da una barriera di sabbia che garantisce acqua superflat e possibilità di uscire in sicurezza con qualsiasi vento (OFF,ON,SIDE).
Oltre le 17.00 il vento da nord/nordest è spesso buono e dominante, ma la località dipende comunque dalle maree; con la bassa marea la laguna è asciutta, con marea calante il pavimento d'acqua (A causa delle forti correnti) diventa un enorme tapis roulant e il kiteboarding in quella situazione dà sensazioni strane.
Basta superare la laguna per trovare le onde dell'oceano(3/5mt.), peraltro raggiungibili navigando in kite.
La maggior parte dei locals utilizza infatti lo spot come punto di accesso al mare aperto ed alle sue onde tornando in laguna di bolina solo quando è ora di andarsene a casa.
Lunedì 09.06 è il mio giorno.
Nessuna foto oltre ala successiva utile a mostrare le dimensioni del luogo, vado solo in spiaggia trovando condizioni di marea crescente e vento costante da nord/nordest. Due lussuosissime ore di kiteboarding e la possibilità di provare qualche piccola prima manovra. E' questa l'uscita che vale l'intero viaggio e che precede i successivi avventurosi esperimenti con marea calante.
Il viaggio avrebbe molto altro da raccontare...
Ho poco tempo ma davanti a una buona birra se volete vi racconto anche tutto il resto.
Luca... Di nuovo a casa.

13 gennaio 2008

CIOLA RIDING BERGAMINI (12.01.2008)

video

11 gennaio 2008

THE SPLISH

Sarà un post più tecnico che emozionale ma le emozioni arriveranno sicuramente quando cominceremo ad usare quest'arma da risalita (e da discesa) nata dopo 1 anno circa dalla malsana idea di segare il Pesce a metà.
Dopo molte sere passate esclusivamente a misurare, calcolare, pensare, bere birra ed ipotizzare ora, a lavoro finito, la soddisfazione è davvero tanta.

Nell'ordine:
Le prime misurazioni sono per puntali e talloniere, sistemati nel punto di equilibrio della tavola:
Ecco i pezzi prima di essere montati:
Qui i primi fori per gli hooks che tengono chiusa la tavola in punta e coda: e a 3/4:
Eccomi alla presa con i primi fori "seri", quelli per puntali e talloniera, si buca parte per parte:
e: Qui invece svaso per mettere le boccole, punta diametro 2cm, boccole diametro 1,9cm.:
e:
Metto un po’ di resina:
questi gli ingredienti: resina, indurente e nella latta di coca-cola una polvere per amalgamare il tutto e renderlo meno liquido.
Poi passo alla misurazione per gli attacchi in versione "discesa", angoli circa +24+10:
Alcuni particolari:

Le boccole viste da sotto, già resinate ma ancora senza candeletta:
e altro:
+
+
+
+
Profilo della tavola (non proprio a fuoco):

LA SPLISH E' FINALMENTE REALTA', NON RESTA CHE PORTARLA A FARE CIO' PER CUI E' STATA CREATA: CLIMBING... AND SURFING!


Ciola (&Luca per le foto)

09 gennaio 2008

FOLGARIA (06.01.2008)

Nascosta.

Sotto una calda coperta di scirocco o in alta quota su vette raggiungibili in non meno di tre ore di auto.
Si è giustificata dicendo "scaldate troppo, qui tutto scotta".
La sera del 05.01.2008 noi contiamo fino a dieci e la mattina dopo....

A Folgaria pioviggina fino a Fondo Grande. Caldo.
Sbagliamo tavola convinti ci sia poco da fare e Albi (Finalmente un altro vero rider nel bassoGarda) sfoggia persino un paio di rigidissimi sci.
Poi cric cric, poi la seggiovia, poi l'aria sulla faccia e trovarne almeno un po' in quota.
Si scende veloci in pista con la voglia di provare una discesa un po' più "epica".
Dentro di noi scatta qualcosa, la voglia di polvere è troppa e le sensazioni diventano quelle del preludio ad ogni grande giornata.
Cambiano i mezzi da discesa con quelli da "avventura" ed inventiamo così la più bella uscita dell'anno (E' la prima, pare scontato ed invece è bella davvero).
Individuiamo il pendio e poi da Baita Tonda via le tavole e avanti a piedi nella neve fresca,
sufficientemente alta da affaticare, sufficientemente soffice da farci sognare pure-riding dopo ogni pesantissimo passo.
I ruderi delle fortificazioni della prima guerra mondiale aiutano a smaltire la fatica e la passeggiata si trasforma in un surreale viaggio ai limiti dell'archeologia.

Sicuramente la salita più bella di sempre e poi.. ...500 metri di Rock'n'Roll!

La discesa è breve, l'altitudine poca e la foresta è fitta.
Un'altra risalita per cercare altri pendii ma l'ipocrisia di chi ama vietare minacciando anche dove non esiste rischio ci impedisce di proseguire.
Altre due discese verso valle su pendii troppo caldi e il resto è una bella giornata tra amici.
Una birra, due chiacchere e poi l'ultimo sguardo alle nostre tracce (quelle buone!), buone come le sensazioni che lascia addosso questa mattina-preludio a nuove grandi ascensioni perchè la salita conta, eccome.

Luca

Soundtrack: Born to be Wild (Steppenwolf)

17 dicembre 2007

...ACQUE DI CASA...



Oggi ho fatto kite a casa mia, ero solo in acqua ma il Baldo mi faceva compagnia.
Ci sono davvero poche parole per descrivere le sensazioni che può dare 1 ora cosi, ogni bordo ti rallegra,non senti il freddo pungente, sei libero di volare sull'acqua e sopra l'acqua.

Grande uscita,nient'altro da dire...
Ciola

04 dicembre 2007

KITE IN HYERES

Come tutte le partenze che si rispettano anche la nostra avviene in ritardo rispetto al programma di massima ma l'importante è arrivare!
Entriamo quindi in A4 a Peschiera D/G verso le 18.00 di venerdi 30 nov alla volta di Hyerès,alla guida Cesco-Mormaii,al suo fianco Cesco-Deng,nelle retrovie trovano spazio il Leo,il Teo ed il sottoscritto,ad aspettarci a Hyerès Denis che sta facendo l'Erasmus in uno dei posti più ventosi d'europa,pora stella!
Viaggiamo belli spediti e alle 24.00 circa siamo finalmente arrivati,Denis ci aspetta in un bar che assomiglia a dir poco ad un porcaio. Birra ovunque,vetri per terra,baci saffici a destra e a manca,parrucche per i clienti,Max (istruttore kite di Hyerès) unto come un bisonte che tiene la scena quasi da solo,fumo e tanto casino. Uno spettacolo insomma. Alle 4.20 siamo a letto dopo che il Teo (passato alla guida) ha preso una rotonda "non segnalata" solo ai 130 km/h!!! Si dorme nei F1,alberghi a 28 euro/camera diffusi su tutto il territorio francese,grande cosa per noi con le tasche bucate. Sveglia alle 10.00 con un mal di testa importante,spesa,meglio non dire quanti km abbiamo fatto in più, e via allo Spot.
Vento leggero alle 12.30,circa 7-9 nodi da Ovest ma dovrebbe salire dicono,ed infatti nel giro di 1 ora sale e si assesta tra i 12 e i 15 nodi. Via in acqua,2 orette discrete con qualche buco d'aria ma nel complesso non male,ah dimenticavo, 16 gradi!!!
Sabato sera cena in ristorante tipico francese molto gradito a Deng (BUFFALO GRILL) in compagnia del gruppo milanese capitanato da fabio,mauro e lauradj, poi a nanna che siamo cotti! Notte insonne grazie al cesco che russa come un trattore scarburato ma domenica le previsioni dicono ventone quindi va bene lo stesso. Colazione in centro a Hyerès,spesa al Casinò dall'amico del Teo e poi via allo spot.
Ci attende una piatta imbarazzante ma Denis dice che a 70 km da li ci sono già 20 nodi quindi aspettiamo. Dopo 1 oretta circa all'orizzonte compare una riga nero/bianca e nel giro di 5 minuti il vento arriva. Sono 20-25 nodi belli freschi da ovest che dopo neanche 1 ora diventano TRENTA.
Noi pesi leggeri (leo,teo ed io) dobbiamo mollare dopo un'ora di ottimo kite e qualche bel salto mentre Cesco continua, prima con la mia 9 e poi con la 7 di Denis. Il buon Deng fa registrare il salto più alto della sua carriera,il Geometra Teo assicura che era sui 10 mt,sti cazzi!
Denis in action con la 7!
Alle 16.30 sbaracchiamo e partiamo con una breve escursione a St. Tropez non voluta ma gradita per i colori del tramonto. Per la cena ci fermiamo ad Alassio a mangiare grazie al prezioso aiuto telematico della moglie del Teo che ci consiglia un ristorantino dove i camerieri ti trattano malissimo e ti fanculizzano anche (cesco si è preso della testa di cazzo),noi stiamo al gioco (per fortuna sapevamo che era cosi altrimenti scoppiava sicuramante un putiferio) e dopo una cena ottima ripartiamo per casa. Arrivo a Peshiera alle 24.00,stanchi ma davvero felici. Un week end fantastico grazie anche ai compagni di viaggio che sono stati meravigliosi,pieno di risate,pieno di moccoli e pieno di vento,da ripetere sicuramente al più presto.
Il motto di questa due giorni è stato: BUKKA-KE KAKE BUKKA-KE KAKE! HAHAHAH

Ciola

28 novembre 2007

SEPARAZIONE DEI BENI

Ovvero come "aprire" una Fish e creare una.... SPLISH!

Un progetto nato ormai un anno fa sta finalmente prendendo vita.

Conquistare la cima di una montagna per poi ridiscendere con la tavola ormai è il nostro chiodo fisso e dopo averlo fatto con le ciaspole ai piedi adesso siamo quasi pronti a farlo con un nuovo mezzo che potrebbe aiutarci non poco.

Una Splitboard "selfmade". Questa è l'idea
Le Splitboard sono tavole da snowboard componibili e scomponibili, in salita si usano come due sci muniti di pelli di foca e si riuniscono poi in fase di discesa per tornare nella loro natura di freerideboard.

Ovviamente in commercio sono reperibili vari modelli di serie (non molti a dire il vero) ma noi amanti della Fish abbiamo voluto fare uno step ulteriore, ovvero segare le nostre tavole ed adattarle grazie al Kit Voilè http://www.voile-usa.com/ per trasformare le nostre vecchie tavole in autentiche Splitboard (anzi delle SPLISH).

Ieri sera,dopo molti mesi di studio su forum americani e non, consigli da amici e non, prove di taglio con muletto (grazie Albi) abbiamo finalmente sezionato le nostre "amate".

L'operazione è stata realizata con una sega circolare da legno e non abbiamo trovato grossi impedimenti nel lavoro.

Ma andiamo con ordine e cominciamo con le foto...

Qui potete vedere le due tavole prima del taglio, al centro potete notare lo scotch di carta con sopra disegnata l'asse longitudinale della tavola per tagliarla dritta:

Con un trapano a colonna ho tolto un po’ di filetto dalle boccole 3d centrali per avere meno contrasto in fase di taglio:e


Uno sguardo preoccupato alla sega circolare (da legno) che dovrà tagliare le nostre "bimbe":


Con un flessibile e disco sottile incidiamo le lamine su nose e tail per avere entrata ed uscita liberi in fase di taglio:

e


Qui prendo le misure per il taglio,non vi dico il cuore quanto batteva:


PRONTI????
VIAAAAAAA!!!!!!!!!!

Sequenze del taglio:
e
Resistenza ed attrito sulle boccole visibile sul mio volto ma nessun problema, avanti senza fermarsi, scintille dappertutto e boccole che diventavano viola roventi ma.. NO PAURA!!:

e



Particolari delle boccole 3d sezionate:


Ecco le due versioni, intera e SPLITTATA, LA SPLISH prende forma... Un grazie a Udo (in maglia rossa), mio collega tedesco che praticamente ha un officina meccanica in casa e a Luca che oltre a filmare e scattare si è fidato di me per tagliare anche la sua tavola e mi sta seguendo in questo progetto.

Questo è solo l'inizio e il bello deve ancora arrivare ma il primo passo è stato fatto e tutto è andato secondo i piani. La prima operazione è stata quindi perfettamente eseguita.

Il prossimo passaggio sarà quello di impermeabilizzare il legno vivo con resina epossidica nell'attesa del Kit, Rampant e pelli (10 dicembre) per montare così gli attacchi ed andare FINALMENTE alla ricerca di quella "prima linea" a noi tanto cara.


Il video (se funzia): http://tinypic.com/player.php?v=72a76tf&s=1

Ciola

26 settembre 2007

TRANSIZIONE


17 luglio 2007

ROCKSTAR

Entro nel teatro alle 19.00. Solo, su un immenso palco immaginario creato dall'orizzonte.
Luci accese seppur per poco ancora, rosse e blu, come in un concerto rock anni '80.
Uno scrosciare di ochette a richiudersi su se stesse come l'applauso della folla, un suono più simile al batter di migliaia di mani proprio non potrei trovarlo.
Il "teatro" è gonfio, in movimento, ribolle.
Primi assoli a sinistra, sul lato esterno, poi a destra con tanto di saluto alla platea.
Mille stage diving su un pavimento d'acqua per un versante e di roccia da fondale basso per l'altro.
C'è anche lei, la mia Donna, a scattare dal palco mentre do il meglio di me tra mille esaltanti sensazioni.
Qualche stecca, in fondo quando è "live" ci scappa sempre, qualche riff troppo acuto, un medley rock per esaltarsi e un pezzo acustico e romantico al rientro.
Si va troppo in là, come nei concerti che durano fino a notte inoltrata, avanti fino agli ultimi bis, avanti fino a quando la bolina non basta e tocca rientrare a piedi lungo la riva.
Questa sera suono io e lo faccio nel teatro più vivo ed esaltante che si sia mai visto.
Sirmione ed il suo castello rendono magica l'atmosfera di un tramonto dietro la Valtenesi che va oltre ogni umana immaginazione.
I grandi teatri dalle nostre parti sono così, lussuosi palcoscenici che traboccano di storia.
Una sera sotto un unico grande riflettore, solo, o quasi.
Sensazioni da arena gremita con la pelle d'oca sotto la muta e una stretta allo stomaco che vorrei non mi abbandonasse mai.
Imbraccio la barra come Stone Gossard farebbe con una "Stratocaster".. salto, cado, mi rialzo, mi scateno.
La musica suona possente dentro di me con note profondamente e ruvidamente rock ed io per una sera mi prendo tutto il palco gridando a più non posso come un'autentica rockstar.

Luca

Soundtrack: Rearviewmirror-Given To Fly-YellowLedbetter (VS/Yeld/LostDogs - Pearl Jam)

25 giugno 2007

LA PRIMA VOLTA


Strana sensazione, quella.
Come camminare per la prima volta, quella però non la ricordo.
Come i primi venti metri in bicicletta, ricordo che batteva il cuore, forte, per la paura di cadere o forse era solo perchè era la prima volta e stavo imparando qualcosa di nuovo.
La prima volta a scuola, no, quella non mi è piaciuta. Troppa gente.
Il sovraffollamento è uno dei miei attuali pensieri più pesanti, meglio quando si è in pochi, c'è più spazio.
La prima volta, "quella" prima volta, forse le somiglia.
Esitazioni, ansia da prestazione e poi qualcosa di magico che ti stringe lo stomaco e ti toglie il respiro e così torno adolescente per un giorno, quel giorno, con la stessa voglia e lo stesso entusiasmo.
Mi è stato detto che in questo sport ogni giorno è una scoperta o un momento di crescita e che ogni giorno avrei imparato qualcosa di nuovo ed emozionante ma per ora mi sembra solo di aver vissuto per la prima volta; come avessi scelto "la pillola rossa" e mi avessero reso unplugged da tutto quanto conosciuto fino a ieri.
Scoprire un nuovo mondo da zero somiglia ad aprire gli occhi, per la prima volta.
Giovane a 32 anni, più giovane di quanto io sia mai stato.
Una prima volta immerso nel blu del lago, quello a nord, ben diverso dal piatto ed iperedificato sudgardesano.
Un ambiente panoramico, a tre dimensioni, e nella dimensione orizzontale del mio corpo scopro quella verticale dell'aquilone, mastodontico oggetto grande quanto una cucina o una camera da letto con cui confrontarsi.
Trasformare un pollo in un nibbio, anche questo è da prima volta ed insegnare a quel coso a volare docile ma deciso, potente ma leggero è davvero un'impresa.
Confrontarsi per la prima volta con nuove forze della natura, grandi, potenti, maestose, dominanti.
Scoprire il vento per la prima volta, non che non sapessi l'effetto che fa sui capelli o sulla pelle ma un conto è sentirlo e avvertirne la presenza ed un conto è domarlo: un toro, un cavallo imbizzarrito.
I primi giorni in acqua con il kite somigliano proprio ad un rodeo, davvero strapazzanti.
Un'altra nuova sensazione ed un altro elemento, ribelle e scorbutico più del maltempo a cui spesso è legato, più snob e imprevedibile della neve. Un elemento assolutamente aleatorio, almeno a queste latitudini: oggi c'è, domani no.
Il vento, meraviglioso proprio in quanto aleatorio, in quanto difficilmente calcolabile, meraviglioso in quanto raro.
Straordinarie sensazioni da prima volta che mi portano inesorabilmente alla prossima, quella in cui butterò di nuovo l'ala in power zone slegandomi da tutto il resto.
Un'altra volta vento e briglie sciolte, volando sull'acqua come un sasso, piatto, lanciato in uno stagno da una mano esperta.
Sono nato Kiter, a 32 anni.
Sono sempre stato Kiter, avevo solo bisogno di una prima volta per scoprirlo.

Luca

Soundtrack: Traffic in the sky (On and On - Jack Johnson)

15 maggio 2007

...FUSIONE...

Fusione di elementi,di passioni,di emozioni,di stati d’animo.
Sono nato velista a 8 anni ed ancora adesso la Vela è il mio sport,poi a 15 anni è arrivato lo Snowboard e allora i miei sport sono diventati due. Due sport per due stagioni,due sport con due mezzi su due territori opposti, due sport si, ma con un unico comune denominatore…l’Essenza dell’atto.
Adesso ho 30 anni e sto scoprendo la fusione. La fusione di questi due sport,la fusione del mio corpo con le mie passioni. Il vento, l’acqua (e di conseguenza la neve),la tavola,la vela e il lago,il Benaco. Fusione totale.
Sensazioni nuove ma che in fondo in fondo ricordano percezioni sempre presenti nel mio corpo,la surfata,la planata,la raffica di vento dipinta sull’acqua,le ochette,la bolina,la poppa,le strambate. Fusione totale.
Sono solo all’inizio è vero ma mi sono già bastate poche ore a contatto con questi elementi,i miei elementi, per una volta racchiusi insieme a farmi capire che il mio corpo è nato fluido (Emilio docet) e deve rimanere fluido.
Messner ha detto: “Cosa c’è di più legittimo dall’aspirare a vivere i propri sogni? Se l’immaginazione lavora,produce un’idea,concepisce un sogno nella mente,si prova naturalmente la necessità di passare all’ultima fase,quella della concretizzazione. Il successo procurerà un sentimento di felicità,di UNITà PERFETTA DELLE MENTE CON IL CORPO E CON IL COSMO”.
Ecco quello che voglio,quello che sento,sento il mio corpo unito perfettamente con la mia mente e il mio cosmo,sento i miei sogni liberi. Il mio cosmo è l’acqua,sotto forma liquida o solida poco importa,e la mia mente vola,anzi plana o surfa,fate voi,sto provando altre emozioni,sto fondendo le mie passioni,sono fluido per dio!

Ciola

08 aprile 2007

IMBROGLIARE IL TEMPO

La salita insegna a respirare, forte. La salita non lascia le sensazioni di un veloce pendio in neve fresca. La salita avvicina l'orizzonte e non lo lascia alle spalle, ti permette di guardarlo in faccia, di ammirarlo. Permette di scegliere il percorso, di cambiare direzione in tempi lunghi, permette di decidere dove andare senza l'obbligo di seguire la pendenza. La salita regala pensieri più lunghi, forse più profondi. La salita regala idee, nuove, per imbrogliare il tempo.
Il maledetto meteo di questo inverno ci ha lasciato pochi giorni di gloria, costellati da infortuni più o meno fastidiosi.
Dopo Livigno, ripetuta in condizioni quantomeno difficili (Rischio valanghe) e costellata da eventi mai capitati prima non siamo più riusciti a costruire altre avventure in quota.
L'ultima nevicata di stagione(12e13.03.2006) ha fortunatamente risvegliato la voglia di Baldo, la voglia di scoprire quanta neve è veramente caduta(Poca), la voglia di ritrovare quel vecchio amico che è il nostro monte e di studiare l'accesso al suo pendio più bello, il Costabella.
La neve non basterebbe mai alla discesa e così, scarponcini e bastoncini, saliamo verso i "Fiori del Baldo" senza tavole, snaturando la nostra natura di freerider.
Si chiacchera sul meteo, sulla preoccupazione di non poter più ripetere le discese lungo il monte.
Si chiacchera dei bollettini preoccupanti del WWF, di metereologi catastrofisti, di scienziati e studiosi del clima: "Niente più neve nel 2050", "Ogni inverno sarà simile o peggiore a questo".
La preoccupazione che ci ha accompagnatato lungo i mesi di dicembre e gennaio prende forma e per chi come noi trascorre 9 mesi l'anno aspettando l'inverno è forse più dura di una montagna da scalare.
Il monte intanto, salendo, svela il suo lato migliore. La vegetazione non è riuscita ad impadronirsi della parte più in quota e quindi gli ultimi 500 metri di dislivello sono ancora com'erano vent'anni or sono, quando qui si ammirava il panorama salendo su bidonvie e seggiovie monoposto e scendendo su piste battute.
I segni dei mutamenti climatici dell'ultimo ventennio sono ben chiari, l'impossibilità di conservare la neve a lungo sui pendii baldensi, l'imprevedibilità delle nevicate, la forte escursione termica non hanno dato sufficienti garanzie agli sciatori della domenica e così non esiste più un consorzio che si occupi di mantenere in funzione gli impianti durante il periodo invernale. Scelta comprensibile ma preoccupante per chi ama questo posto.
Ameno e lontano ma non troppo dall'ormai cementato bassolago sembra ora meta di invernale di pellegrinaggio per pochi intimi coraggiosi faticatori della montagna.
Mentre si sale, altre meditazioni sul clima e sul fatto che il freeride sia diventato ormai cosa rara, negli ultimi due anni non siamo riusciti a vivere questa passione per più di 5 o 6 giorni.
Pensieri slegati tra loro e in parte slegati dal posto in cui ci troviamo...
Intanto il panorama si svela, gli ultimi metri di salita sono battuti dal vento e regalano la vista di un uggioso Lago di Garda.
Questa vista spettacolare ci ricorda il perchè ci troviamo qui, in quota, in un pomeriggio qualunque....
Imbrogliare il tempo, fondamentalmente rincorriamo solo questo, a cavallo di passioni delle quali non riusciamo nemmeno a valutare l'importanza.
La ricerca dei brividi lungo la schiena, di emozioni forti e profonde.
Imbrogliare il tempo come imperativo, per cancellare i primi capelli bianchi o le prime rughe che iniziano a vedersi.
Imbrogliare il tempo, il clima, il caldo, l'estate, imbrogliare i nostri pensieri quotidiani, quelli legati agli obblighi ed ai doveri inderogabili del mondo in cui viviamo.
Imbrogliare il tempo per convincerci di aver vissuto davvero, per trovare un senso, per dire che vivere è fantastico.
La soluzione sta forse proprio nel panorama di oggi e in quella brezza intensa e fresca che sentiamo ogni volta in cui percorriamo in quota o a valle questo lato del Garda.
Da Malcesine a Torri... O Forse da Garda a Peschiera...
Magari da Sirmione con vista sul Castello...
Ricominciare daccapo come ragazzini, con nuove avventure, nuovi mondi da scoprire la più parte nascosti proprio nel panorama che ci offre oggi e ancora il nostro monte.
La soluzione al caldo soffocatore della nostra passione più grande è ancora lì, nel nostro lago.
Anche questo blog cambierà o forse è già cambiato, come il meteo e come i pendii innevati sempre più rari.
Ci è data un'altra occasione per imbrogliare il tempo, per non invecchiare di nostalgia per ciò che è stato, per non fermarci ai nostri racconti ormai "da caminetto".
Un'occasione per tornare adolescenti alla scoperta di un nuovo amore, perchè forse conosciamo un altro modo per "fermare l'orologio" e fregare l'inesorabile scorrere dei minuti.
Si scende, si torna a casa, qui a 2000 metri c'è ancora posto per noi a patto nevichi ancora, a valle invece, a filo d'acqua, forse c'è un'altra autentica miniera di emozioni.
Forse esiste un'altra fonte per quegli attimi di eterno che per quanto ci sforziamo, non riusciremo mai a descrivere fino in fondo.
Discesa di trotto, lungo ciottoli e nevischio leggero. Ad ogni passo la mente vola a ciò che ci aspetta, al caldo dell'estate e soprattutto al vento che, fortuna, qui non manca mai.
A presto.
Luca

20 marzo 2007



Si saleeeeeee...domani pomeriggio Costabella (in alto a dx nella foto) con ciaspe per dare l'addio ad un inverno sicuramente non tra i migliori ma ricco comunque di emozioni.